Inzolia: vitigno a bacca bianca dalle origini antiche

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La Sicilia, si sa, è (anche) terra di eccellenza nell’ambito della produzione di vini. Qui voglio parlarvi di una tipologia di vitigno coltivata in particolare alle pendici dell’Etna: l’Inzolia, un bianco fortemente identificativo della cultura vinicola della Sicilia Occidentale.

Il vitigno dell’Inzolia

L’Inzolia è un vitigno a bacca bianca di origine greca, che giunse in Sicilia tra l’ottavo e il settimo secolo a.c., durante l’immigrazione dei Greci in terra sicula. Il suo areale preferito è quello della Sicilia occidentale fra le provincie di Agrigento, Trapani e Palermo, ma è presente, anche se in misura limitata, sulle pendici dell’Etna, nelle provincie di Messina e Catania. In Toscana, e in particolare nell’isola d’Elba dove è ben radicato, viene chiamato Ansonica.

Il vitigno dell’Inzolia

L’Inzolia è un vitigno molto sensibile al clima e i vitigni che crescono in siti elevati tendono a dare vini freschi al palato ed erbacei, mentre quelli che crescono nelle vicinanze del mare, in terreni sciolti e sabbiosi, hanno note saline e di sapidità. Il colore del vino varia da giallo paglierino all’oro chiaro. Il vitigno ha una produttività molto elevata perché è una pianta resistente alle più comuni malattie della vite, soprattutto quando viene coltivato in terreni vicino al mare, infatti l’ambiente salmastro lo protegge dalle muffe.

L’Inzolia a tavola: come servirlo e abbinarlo

Ideale come aperitivo, l’Inzolia va consumato a una temperature di 10-12 gradi ed è eccellente su tutti piatti a base di pesce, come il cous cous di pesce o il tonno alla marinara; non a caso viene chiamato “la regina del Mediterraneo”. I grappoli sono di media grandezza con acini dalla buccia spessa di colore giallo e con una polpa soda e croccante. Il colore del vino varia da giallo paglierino all’oro chiaro.

Ideale come aperitivo, va consumato a una temperatura di 10-12 gradi ed è eccellente con il cous cous di pesce, il tonno alla marinara e con tutti i piatti a base di pesce, non a caso viene chiamato “la regina del mediterraneo”.

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Anche se il mio primo interesse sono stati i cocktails, nel tempo mi sono appassionato alla cultura del vino e della realtà della viticoltura: un argomento che ho potuto approfondire anche grazie al mio lavoro. Un mondo vasto da esplorare quello del vino, e l’Italia ne è uno dei massimi rappresentanti, è infatti uno dei paesi al mondo con più vitigni autoctoni, quindi con una grande varietà di vini che porta con sé cultura, storia e leggende. Sono sempre alla ricerca di realtà vinicole nuove, anche piccole e caratteristiche di cui l’Italia è piena. Quando viaggio mi piace assaporare i prodotti locali degustando un buon vino, senza pregiudizio alcuno. Poiché per me il vino è convivialità, amo raccontare alle persone cosa c’è in un bicchiere di rosso o di bianco, dal vitigno alla mescita, spiegandone i profumi e le qualità, ho piacere che i miei clienti conoscano l’origine di ciò che stanno consumando. Sicuramente questo blog mi dà l’occasione di condividere con un pubblico più ampio questo meraviglioso mondo.


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12.617 thoughts on “Inzolia: vitigno a bacca bianca dalle origini antiche

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