Il Nerello Mascalese: vino rosso tra Messina e Catania

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Il Nerello Mascalese, detto anche “Negrello”, è un vitigno a bacca rossa che cresce prevalentemente sulle pendici dell’Etna, fra le provincie di Catania e Messina, dove ha avuto le sue origini e la sua nascita si perde nella notte dei tempi. Il vitigno viene coltivato fino a un’altitudine di 1000 metri su terreni costituiti da sabbie vulcaniche.

Il vitigno del Nerello Mascalese

La designazione riguarda una vasta famiglia di vini siciliani. Il Nerello Mascalese è una sottovarietà detta anche “Negrello”, e affettuosamente chiamato in siciliano “Niuriddu Mascalisi”. È un vitigno a bacca rossa che cresce prevalentemente sulle pendici dell’Etna, fra le provincie di Catania e Messina, ma lo troviamo anche in altre zone della Sicilia. Il suo nome è dovuto al fatto che per secoli è stato coltivato nella piana di Mescali.

Coltivazione

Da recenti studi è emerso che questo vitigno fece la sua comparsa durante la colonizzazione greca nell’VIII secolo A.C. sulle coste della Calabria, per poi spostarsi a Naxos e successivamente a Catania.

Sulle pendici dell’Etna, il vitigno viene coltivato a un’altitudine che varia da 350 a 1100 metri su terreni costituiti da sabbie e ceneri vulcaniche e sali minerali. La sua uva ha una forma oblunga ed è di colore rosso chiaro. Matura molto tardi e la vendemmia viene effettuata fra la seconda e la terza settimana di ottobre.

I vini del Nerello Mascalese

I vini prodotti, ottenuti dalla vinificazione di questo vitigno hanno grande variabilità a seconda delle zone di coltivazione, ma l’eccellenza viene data da quei vitigni che vengono coltivati alle pendici dell’Etna. Il Nerello Mascalese infatti, come altri vitigni nobili (come il Nebbiolo e il Pinot nero), ha una notevole sensibilità all’annata e al territorio di provenienza.

In purezza, il vino si presenta con un colore rosso granato brillante, con sfumature lievemente aranciate e ha una gradazione elevata, sui 13-14 gradi. Al naso, ha una freschezza vivace accompagnata da note di marmellata di fragole, ha corpo medio con frutti di rovo che si fanno strada al palato.

Sposa volentieri piatti ricchi di spezie e di profumi, e arrosti con salse condite.

Questo articolo è stato scritto da

Anche se il mio primo interesse sono stati i cocktails, nel tempo mi sono appassionato alla cultura del vino e della realtà della viticoltura: un argomento che ho potuto approfondire anche grazie al mio lavoro. Un mondo vasto da esplorare quello del vino, e l’Italia ne è uno dei massimi rappresentanti, è infatti uno dei paesi al mondo con più vitigni autoctoni, quindi con una grande varietà di vini che porta con sé cultura, storia e leggende. Sono sempre alla ricerca di realtà vinicole nuove, anche piccole e caratteristiche di cui l’Italia è piena. Quando viaggio mi piace assaporare i prodotti locali degustando un buon vino, senza pregiudizio alcuno. Poiché per me il vino è convivialità, amo raccontare alle persone cosa c’è in un bicchiere di rosso o di bianco, dal vitigno alla mescita, spiegandone i profumi e le qualità, ho piacere che i miei clienti conoscano l’origine di ciò che stanno consumando. Sicuramente questo blog mi dà l’occasione di condividere con un pubblico più ampio questo meraviglioso mondo.


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